Écija Iglesia de los Descalzos

Siviglia, bella e diversa

Chiesa del XVIII secolo (1745-1757) che deve il suo nome all'immagine del Santo Cristo della Misericordia che presiede l'Altare Maggiore.

Questo edificio è uno dei più caratteristici dell’architettura locale urbana del secolo XVIII e della tipica casa signorile barocca. Fu realizzata da Alonso Ruiz Florindo, di cui si dice che modernizzò e semplificò lo stile del padre.

Fu costruita nel 1753. Appartenne alla famiglia Fernández de Peñaranda, con la quale gli architetti mantennero numerosi contatti. È un edificio civile dallo stile barocco e il portale si distingue per il dinamismo, la composizione e la straordinaria ricchezza di motivi e perché da sola può accreditare l’artista, Alonso Ruiz Florindo. 

Il terremoto di Lisbona ha lasciato malconcio l’antico edifico capitolare, motivo per cui nel 1763 fu adottata la decisione di nominare due architetti per la costruzione di una nuova struttura. Il progetto presentato dall’architetto locale Alonso Ruiz Florindo davanti alla Real Academia de Bellas Artes fu rifiutato per lo stile barocco.

Questo tempio venne inaugurato nel marzo 1769 e fu la prima costruzione della colonia; allo scoppio dell’epidemia di febbre terzana fu abilitata come ospedale con il nome di "Juan Bautista Alvitt".

Si tratta di un tipico esempio dell’architettura barocca locale. La chiese fu costruita durante l’epoca del ripopolamento a cura di Pablo de Olavide, sotto il regno di Carlo III.

La sua costruzione fu realizzata per essere mattatoio, macelleria e granaio municipale, con due porte frontone diviso, una per ogni dipendenza. Questa opera ha una lunga storia perché durante la Repubblica servì come casa del popolo, dove si riunivano i lavoratori, e all’epoca del Franchismo fu un istituto, mentre oggi à adibito a casa di riposo.

Lo spazio museale è situato nell’antico Ospedale della Carità, accanto alla chiesa di San Sebastiano, e ospita sale tematiche che dimostrano lo sviluppo raggiunto da questa corrente artistica nella località. Così questo nuovo spazio espositivo è uno dei più singolari ed espressivi dell’Andalusia.