Alcalá de Guadaíra_PuenteDragón

Siviglia ti fa innamorare

A partire dal 1998 i direttori artistici Rosana de Aza e Olinto de la Obra, precursori della promozione e divulgazione del patrimonio artistico e culturale di Al-Ándalus, lavorano per divulgare la storia del flamenco più tradizionale e potenziare la tradizione del folklore dell’Andalusia, dichiarato Patrimonio dell’Umanità.

La Casa de la Guitarra è un Centro Culturale Flamenco avente sede in una casa del XVIII secolo, in pieno cuore del quartiere denominato Barrio de Santa Cruz (antico quartiere ebraico), a pochi passi dalla Cattedrale.

Costruito nel 1884 dai fratelli Algarín, il patio originale del castello venne diviso in due parti. 

Si tratta di un patio porticato che gira attorno a un pozzo, con colonne in ghisa e sul quale si aprono le abitazioni sia al piano terra come ai piani alti. Nell’XI secolo, il castello venne venduto dal Duca di Medinaceli ai fratelli Algarín, passando a utilizzarsi come frantoio. 

Di quest’antico palazzo che appartenne a una delle famiglie più nobili di Écija resta solo il portale. È documentato che i capomastri Lucas Bazán e Pedro Lozano de la Torre intervennero, durante il secondo quarto del XVIII secolo, nei lavori di restauro che realizzò il IV Marchese di Alcántara del Cuervo, Manuel de Villavicencio y Castrillo, nelle sue case principali.

Il 5 ottobre 1862, un gruppo di artigiani di Écija, riuniti presso le Scuole di San Francisco, decisero di approvare un regolamento che avrebbe regolato un Circolo, battezzato con il nome di Società degli Artigiani e creando così il Circolo degli Artigiani.

Le origini di questi giardini risalgono al regno di Al-Mutamid, famoso monarca del regno di Taifa di Siviglia; il loro nome deriva dal nome della laguna locale, “al-buhayra”; qui sarebbero stati situati dei giardini destinati allo svago e più tardi, su commissione di Abu Yacub Yusuf sarebbero stati ampliati con migliaia di olivi, vigne, frutteti e palmeti.

In un pianeta occupato per due terzi da mari e oceani, la navigazione è sempre stata un ponte tra culture e ha contribuito alla conoscenza del nostro mondo.