Osuna Colegiata

Siviglia, bella e diversa

A partire dal 1998 i direttori artistici Rosana de Aza e Olinto de la Obra, precursori della promozione e divulgazione del patrimonio artistico e culturale di Al-Ándalus, lavorano per divulgare la storia del flamenco più tradizionale e potenziare la tradizione del folklore dell’Andalusia, dichiarato Patrimonio dell’Umanità.

La Casa de la Guitarra è un Centro Culturale Flamenco avente sede in una casa del XVIII secolo, in pieno cuore del quartiere denominato Barrio de Santa Cruz (antico quartiere ebraico), a pochi passi dalla Cattedrale.

Ubicato in una delle migliori strutture di architettura civile del territorio, questo centro culturale ospita lo spazio museistico destinato alla storia della scrittura. 

Costruito nel 1884 dai fratelli Algarín, il patio originale del castello venne diviso in due parti. 

Si tratta di un patio porticato che gira attorno a un pozzo, con colonne in ghisa e sul quale si aprono le abitazioni sia al piano terra come ai piani alti. Nell’XI secolo, il castello venne venduto dal Duca di Medinaceli ai fratelli Algarín, passando a utilizzarsi come frantoio. 

La Hacienda di Belén è situata in quello che potrebbe essere stato il nucleo originario della città. È un edificio dell’architettura rurale andalusa che, oggi, ha usi municipali.

Si trova nell'edificio del XVIII secolo noto come la Casa dell’Aria. Il Museo della Donna nel Flamenco è un centro unico al mondo, in cui il visitatore può avvicinarsi alla storia viva di un'arte così apprezzata come è oggi il flamenco.

Di quest’antico palazzo che appartenne a una delle famiglie più nobili di Écija resta solo il portale. È documentato che i capomastri Lucas Bazán e Pedro Lozano de la Torre intervennero, durante il secondo quarto del XVIII secolo, nei lavori di restauro che realizzò il IV Marchese di Alcántara del Cuervo, Manuel de Villavicencio y Castrillo, nelle sue case principali.