Mantecados

Siviglia, bella e diversa

Chiesa del XVIII secolo (1745-1757) che deve il suo nome all'immagine del Santo Cristo della Misericordia che presiede l'Altare Maggiore.

Edificio a navata unica con tre sezioni e testata quadrata, preceduto da un sottoportico con tre archi a tutto sesto su colonne di marmo. Fu edificato alla fine del XV secolo e ristrutturato a metà del XVIII. Alla prima fase risalgono le prime due sezioni.

La Fonte della Alamedilla, nota anche come Fonte delle Otto Cannelle, si trova in Plaza de la Resolana, accanto al Parque del Cristo de los Afligidos, nella città di Utrera. È una antica fonte restaurata, a pianta ottagonale, e con una copertura a mo’ di tempietto. La copertura è adornata da pannelli di azulejos sivigliani ed è sorretta da otto archi a tutto sesto.

Situato su quella che un tempo era conosciuta come la Puerta de Écija, tra la Plaza Cervantes e la Calle Alfonso XII. La sua origine risale al 1796, così come si può leggere nell’incisione superiore “Reinando los señores Don Carlos IV e Doña María Luisa de Borbón. Año de MDCCXCVI”.

Questo edificio è uno dei più caratteristici dell’architettura locale urbana del secolo XVIII e della tipica casa signorile barocca. Fu realizzata da Alonso Ruiz Florindo, di cui si dice che modernizzò e semplificò lo stile del padre.

Meglio note come “Las Gemelas”, queste torri sono l’unico elemento che si conserva della chiesa della Purísima Concepción dell’antico monastero dei Mercenari Scalzi, la cui costruzione si realizzò durante il XVIII secolo, fino alla loro sconsacrazione, diventando poi di proprietà del Comune.

Dei palazzi rinascimentali di Écija, il palazzo dei conti di Valhermoso ne costituisce l’esempio più importante. Si tratta di un edificio fatto costruire dai marchesi di Fuente y Villecas nel XVI secolo secondo i canoni artistici rinascimentali dell’epoca, risalente al 1530 circa.